Accensione del riscaldamento a Milano e Monza: date, orari e regole
1. Le date della stagione 2026/2027
Per Milano, Monza e i comuni della Brianza la stagione di riscaldamento 2026/2027 va dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027. Sono le date fissate dal D.P.R. 412/1993 per la zona climatica E, confermate dal D.P.R. 74/2013.
Attenzione a un punto che sfugge spesso: quelle date indicano il periodo in cui l'accensione è consentita, non una data in cui il riscaldamento parte da solo. In un impianto autonomo decidi tu quando accendere, entro quel periodo. In un impianto centralizzato decide l'amministratore per conto dell'assemblea, sempre entro quel periodo.
Il sindaco può modificare date e orari con ordinanza, in genere anticipando l'accensione o allungando l'orario in caso di ondate di freddo, oppure riducendolo nei periodi di allerta smog. Le ordinanze di Milano e di Monza si trovano sugli albi pretori dei rispettivi comuni.
2. Perché Milano e Monza sono zona E
L'Italia è divisa in sei zone climatiche, dalla A alla F, calcolate sui gradi giorno di ogni comune. Milano e Monza hanno 2.404 gradi giorno e ricadono entrambe in zona E (da 2.101 a 3.000 gradi giorno), come praticamente tutta la pianura lombarda.
| Zona | Periodo di accensione | Ore massime al giorno |
|---|---|---|
| A | 1 dicembre – 15 marzo | 6 |
| B | 1 dicembre – 31 marzo | 8 |
| C | 15 novembre – 31 marzo | 10 |
| D | 1 novembre – 15 aprile | 12 |
| E — Milano, Monza, Brianza | 15 ottobre – 15 aprile | 14 |
| F | nessun limite | nessun limite |
Stessa zona E, quindi stesse date, per Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Muggiò, Lissone, Desio, Seregno, Brugherio, Villasanta, Cesano Maderno, Nova Milanese e gli altri comuni in cui interveniamo.
3. Orari e gradi consentiti
In zona E il limite è di 14 ore al giorno, che vanno distribuite tra le 5:00 e le 23:00. Non devono essere consecutive: si possono spezzare in due o tre fasce, ed è quello che fa la maggior parte dei cronotermostati.
Sulla temperatura i limiti del D.P.R. 74/2013 sono:
- 20 °C + 2 °C di tolleranza negli edifici residenziali, uffici, scuole, negozi: in pratica fino a 22 °C.
- 18 °C + 2 °C di tolleranza negli edifici industriali e artigianali.
Un grado in meno vale circa il 6-7 % di consumo in meno sulla bolletta. Su un impianto autonomo a gas è la voce su cui si incide più in fretta, prima ancora di toccare l'impianto.
4. Accendere prima o dopo: le deroghe
Il D.P.R. 74/2013 prevede espressamente che, fuori dai periodi indicati, gli impianti possano essere attivati solo se l'andamento climatico lo richiede e comunque per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita. In zona E significa massimo 7 ore al giorno.
È la regola che risponde alla domanda più frequente di fine settembre: "posso accendere il riscaldamento adesso che fa freddo?". Sì, se il freddo c'è davvero, e per non più di sette ore. Non serve un'autorizzazione, ma in condominio la decisione resta dell'amministratore.
Restano sempre consentiti, senza limiti di periodo: ospedali, cliniche e case di cura, piscine e saune, edifici adibiti ad attività industriali con esigenze specifiche di processo.
5. Condominio: chi decide
Con impianto centralizzato l'accensione la dispone l'amministratore, nel rispetto della delibera assembleare e dei limiti di legge. Se in casa hai freddo ma l'impianto è spento entro i termini, la richiesta va fatta all'amministratore, non al tecnico.
Con valvole termostatiche e contabilizzazione il calore è acceso per tutto lo stabile, ma ogni appartamento regola i propri radiatori e paga il consumo effettivo. Le valvole bloccate dopo l'estate sono uno dei guasti più comuni di ottobre: il radiatore resta freddo anche con l'impianto acceso, ed è una riparazione di pochi minuti.
Con impianto autonomo decidi tu, entro le date e gli orari sopra. La responsabilità della manutenzione e del controllo dei fumi è tua, non dell'amministratore.
6. Il guasto che si scopre il primo giorno di freddo
Una caldaia ferma da aprile a ottobre non si guasta in quei sei mesi: il guasto c'era già, e si manifesta alla prima accensione. È il motivo per cui ogni anno, nella settimana del 15 ottobre, le chiamate si concentrano tutte negli stessi tre giorni — e i tempi di attesa si allungano proprio quando serve il tecnico.
I casi che vediamo più spesso alla riaccensione:
- La caldaia va in blocco subito o dopo pochi minuti, con un codice di errore sul display. Nella maggior parte dei casi è pressione insufficiente o mancata accensione. Vedi la guida caldaia in blocco: cosa fare.
- Pressione scesa sotto 1 bar durante l'estate: se scende da sola ogni volta che la si ripristina, c'è una perdita sull'impianto o un vaso d'espansione scarico.
- Termosifoni freddi in alto e caldi in basso: aria nel circuito, si risolve sfiatando i radiatori uno per uno partendo dal piano più basso.
- Un solo radiatore freddo con gli altri caldi: quasi sempre è la valvola termostatica bloccata dopo mesi da ferma.
- Sifone della condensa otturato sulle caldaie a condensazione: blocca la caldaia e può far gocciolare acido sul pavimento.
- Odore di bruciato alla prima accensione: di solito è polvere depositata sui radiatori e passa in mezz'ora. Se l'odore è di gas, invece, chiudi il rubinetto, apri le finestre e chiama subito.
7. Cosa fare nelle settimane prima
Il periodo migliore per farsi trovare pronti è fine settembre e la prima metà di ottobre: c'è disponibilità di tecnici, e un guasto trovato adesso si ripara con calma invece che in emergenza a dicembre.
- Accendi la caldaia per mezz'ora anche se non serve, in modalità riscaldamento: è il modo più semplice per scoprire un problema con un mese di margine.
- Controlla il manometro: a impianto freddo deve stare tra 1 e 1,5 bar.
- Sfiata i termosifoni se senti gorgoglii o se scaldano solo a metà, poi ricontrolla la pressione.
- Verifica la data dell'ultima manutenzione sul libretto di impianto e, in Lombardia, il bollino registrato su CURIT.
- Cambia le pile del cronotermostato: un termostato scarico è una delle cause più banali di "la caldaia non parte".
- Prenota la manutenzione adesso se è scaduta: a novembre le agende sono piene.
8. Domande frequenti
Quando si accende il riscaldamento a Milano nel 2026?
Milano è in zona climatica E: l'accensione degli impianti termici è consentita dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027, per un massimo di 14 ore al giorno. Il Comune può modificare date e orari con ordinanza.
A Monza e in Brianza valgono le stesse date di Milano?
Sì. Monza e tutti i comuni della Brianza sono in zona climatica E come Milano: stessa stagione, dal 15 ottobre al 15 aprile, e stesso limite di 14 ore giornaliere.
Posso accendere il riscaldamento prima del 15 ottobre?
Sì, ma solo se l'andamento climatico lo richiede e per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita, quindi al massimo 7 ore al giorno in zona E. Lo prevede il D.P.R. 74/2013.
A quanti gradi posso tenere il riscaldamento?
Nelle abitazioni il limite è 20 °C con 2 °C di tolleranza, quindi fino a 22 °C. Negli edifici industriali e artigianali il limite è 18 °C più 2 di tolleranza.
La caldaia non parte il primo giorno di freddo: cosa faccio?
Controlla la pressione sul manometro (1-1,5 bar a freddo), che il rubinetto del gas sia aperto e che non ci sia un codice di errore sul display. Se la caldaia va in blocco di nuovo dopo il reset serve la diagnosi di un tecnico: a Milano e a Monza l'uscita Climaflex parte da 70 €.
9. Fonti e normative
- D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 — zone climatiche, periodi e orari di accensione.
- D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74 — esercizio, conduzione, controllo e manutenzione degli impianti termici.
- D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192 — rendimento energetico in edilizia.
- CURIT — Catasto Unico Regionale Impianti Termici, Regione Lombardia.
- Ordinanze comunali di Milano e Monza, pubblicate sugli albi pretori dei rispettivi comuni.
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